Rassegna stampa: il gruppo Brazzale lancia un rivoluzionario allevamento eco sostenibile dei bovini.
Il gruppo veneto Brazzale, marchi Gran Moravia, Burro delle Alpi e Zogi, si accredita azienda di punta nello sviluppo di filiere ecosostenibili.
Grazie a innovative tecniche colturali frutto di un decennio di ricerca condotta dallo staff italiano guidato dal dr. Maronese, ha avviato in Mato Grosso do Sul - Brasile un rivoluzionario allevamento bovino da carne detto “Silvo Pastoril”. Sulla base di un “protocollo verde” siglato con il partner locale “Ouro Branco lt.da, verrà creato un ciclo biologico sostenibile che raggiunge i più elevati standard di benessere animale ed efficienza senza modificare l’equilibrio ecologico naturale.
Un vasto territorio, finora sfruttato dagli agricoltori con monocolture, sarà recuperato, seminato a pascolo nobile e quindi riforestato con la piantagione di 300 alberi di alto fusto per ogni capo bovino, per un totale di circa 600.000, dando luogo ad un bosco alternato a radure, visibili al pubblico. Il bestiame, pur costantemente controllato, vivrà come allo stato di natura e, salvo una manciata di sale, si nutrirà solo di erba. Saranno eliminati taglio e trasporto meccanizzato dei foraggi, con grande risparmio di emissioni. Non saranno impiegati concimi chimici perché la fertilità sarà mantenuta in equilibrio grazie al corretto carico animale per ettaro. L’orientamento est-ovest dei filari consentirà all’energia solare la massima fotosintesi. Il microclima del bosco preserverà l’umidità dei terreni, impedendo la desertificazione ed incrementando la piovosità naturale. Non si dovrà perciò irrigare, risparmiando enormi quantità di acqua dolce. Per garantirne la purezza le sorgenti ed i corsi d’acqua saranno qualificati riserva protetta ed il bestiame disporrà di abbeveratoi alimentati da pompe idrauliche azionate dalla stessa corrente dell’acqua.
La biodiversità sarà garantita da una oasi naturale ampia il 20% dell’area, in cui sarà proibito l’accesso ed il pascolo, collegata ad una rete di “bio-corridoi” nei quali la fauna selvatica si muove per centinaia di km. fuori da aree antropizzate.